Ragno botola

Regno: Animalia

Phylum: Arthropoda
Classe: Arachnida
Ordine: Araneae
Famiglia: Ctenizidae
Genere: Cteniza 
Specie: Cteniza sauvagesi R.
Nome Comune: Ragno botola

 

 

 

 

 

 

 

È un ragno di dimensioni medio-grandi, con un corpo che può raggiungere i 2-3 cm di lunghezza. Il corpo è robusto e massiccio, con un addome (opistosoma) relativamente voluminoso rispetto al cefalotorace. La colorazione di questi ragni varia dal marrone scuro al nero, spesso con riflessi metallici. I cheliceri sono particolarmente sviluppati, potenti e dotati di lunghi denti che utilizzano per cacciare e afferrare le prede.

Le zampe sono forti e tozze, con una buona capacità di scavare nel terreno. I pedipalpi nei maschi sono adattati per la riproduzione, con bulbi palpali che vengono utilizzati per trasferire lo sperma alla femmina durante l'accoppiamento.

E' una specie di ragno che possiede una distribuzione geografica limitata al bacino del Mediterraneo, con una presenza particolarmente significativa in alcune aree specifiche come la Sardegna e la Corsica. Predilige zone boschive e macchia mediterranea con suoli sabbiosi o argillosi. Tende ad evitare aree fortemente disturbate dall’attività umana.

Scava tane profonde nel terreno, che possono raggiungere i 20-30 cm di profondità. La tana è rivestita di seta e ha una porta (opercolo) perfettamente mimetizzata con l'ambiente circostante, composta da terra e vegetazione compattata, che il ragno può aprire e chiudere come una botola.

Di notte, questo ragno si posiziona appena sotto l'opercolo senza sollevarlo né far sporgere le zampe all'esterno. Rileva la presenza delle prede unicamente attraverso le vibrazioni causate dal loro passaggio: nel momento in cui la preda si trova davanti all'ingresso, il ragno balza fuori dalla tana con precisione. Durante l'attacco, mantiene l'estremità delle zampe posteriori sotto l'opercolo, impedendo così che si chiuda e ostacoli il rapido rientro nella tana.

Il corteggiamento di Cteniza sauvagesi è un processo delicato e pericoloso per il maschio, che deve avvicinarsi con cautela alla tana della femmina. Se accettato, il maschio introduce i suoi bulbi palpali nei genitali della femmina per trasferire lo sperma. Dopo l'accoppiamento, la femmina depone le uova all'interno della tana, dove le uova si svilupperanno fino alla schiusa.

 

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