Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Orthoptera
Famiglia: Acrididae
Genere: Locusta
Specie: Locusta migratoria (Linnaeus, 1758)
La Locusta migratoria, comunemente nota come locusta migratrice, è un ortottero appartenente alla famiglia Acrididae, conosciuto per la sua straordinaria capacità di formare sciami migratori e per la sua plasticità comportamentale. È infatti una delle poche specie al mondo a mostrare fasi comportamentali distinte: una solitaria e una gregaria. In condizioni ambientali favorevoli e con densità elevate, gli individui solitari si trasformano in una forma attiva e sociale, capace di compiere migrazioni massive che possono coprire migliaia di chilometri, provocando gravi danni agricoli.
Distribuzione e Habitat
Distribuzione geografica
La Locusta migratoria ha una delle distribuzioni più ampie tra tutti gli insetti terrestri. È presente in:
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Europa meridionale e orientale
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Africa (soprattutto regioni sub-sahariane e saheliane)
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Asia centrale e sud-orientale
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Medio Oriente
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Oceania (inclusa l’Australia)
In Italia è stata storicamente presente in Sardegna, Sicilia e alcune aree dell’Italia meridionale.
Habitat preferito
Predilige ambienti:
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Prati aridi e semi-aridi
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Steppe erbose
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Pianure coltivate e pascoli
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Zone alluvionali e savane
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Campi coltivati (soprattutto cereali, leguminose, ortaggi)
La Locusta migratoria è particolarmente adattabile e può sopravvivere in habitat anche degradati, purché vi siano disponibilità alimentari e condizioni climatiche favorevoli (caldo, suoli asciutti, vegetazione erbacea).
Caratteristiche Morfologiche
Aspetto generale
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Lunghezza: 30–60 mm nei maschi, fino a 70 mm nelle femmine
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Colorazione: varia tra la fase solitaria (verde o bruno-grigiastra, con disegni poco marcati) e la fase gregaria (più contrastata, spesso con bande giallo-nere)
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Corpo: robusto, allungato, con torace voluminoso e ali ben sviluppate
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Zampe posteriori: molto lunghe e muscolose, adatte al salto
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Antenne: corte e filiformi
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Ali: due paia; le posteriori trasparenti, usate nel volo migratorio
Differenze con specie affini
Si distingue da altri acrididi per:
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Le dimensioni maggiori
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La capacità di transizione tra fasi solitaria e gregaria
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La forma e il colore dell'area pronotale
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L'estensione alare nelle fasi gregarie
Comportamento e Abitudini
Attività e abitudini
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Diurna, attiva soprattutto con temperature > 25°C
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La fase solitaria è timida, sedentaria e poco visibile
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La fase gregaria è fortemente sociale: individui si aggregano in sciami e migrano
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Le migrazioni possono coinvolgere milioni di individui e percorrere centinaia di km al giorno
Capacità di sopravvivenza
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Alta tolleranza termica e resistenza alla disidratazione
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Capace di compiere lunghi voli in ambienti aridi
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Le uova possono sopravvivere in diapausa per lunghi periodi in suoli asciutti
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Sopporta la fame per diversi giorni
Alimentazione
La Locusta migratoria è fitofaga polifaga, con una dieta molto varia.
Piante consumate:
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Cereali (grano, orzo, mais, riso)
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Leguminose (fagioli, piselli, soia)
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Ortaggi (pomodoro, insalata, carote)
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Erbacee spontanee
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Colture industriali (cotone, tabacco)
Nella fase gregaria, l’alimentazione è più vorace e distruttiva, con un impatto potenzialmente devastante per l’agricoltura.
Riproduzione e Ciclo Vitale
Riproduzione
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Accoppiamento: inizia poche ore dopo la formazione degli sciami stabili
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Fecondazione: interna; il maschio monta la femmina e deposita lo sperma
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Ovaie: molto sviluppate; la femmina può deporre da 50 a 150 uova per ovoposizione
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Deposizione: in piccoli gruppi, in cavità scavate nel suolo
Sviluppo
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Uova: incubazione di 10–20 giorni, a seconda della temperatura
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Neanidi: 5-6 mute prima dell’età adulta, sviluppo in 4–6 settimane
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Adulti: maturi sessualmente dopo 1–2 settimane
L’intero ciclo può completarsi in 2–3 mesi, ma varia in base al clima. In ambienti caldi può avere più generazioni all’anno.
Longevità
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In natura: 3–5 mesi
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In condizioni favorevoli: fino a 7–8 mesi
Ruolo Ecologico
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Regola le popolazioni di piante erbacee in ambienti naturali
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Costituisce alimento per:
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Uccelli insettivori (cicogne, upupe)
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Rettili (lucertole, serpenti)
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Mammiferi (volpi, roditori)
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In ambienti agricoli è un noto fitofago dannoso
Le sue migrazioni storiche hanno avuto anche un impatto culturale e sociale in molte civiltà antiche.
Minacce e Conservazione
Minacce principali
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Attualmente, non è minacciata: anzi, è talvolta considerata una specie nociva
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Tuttavia, localmente può risentire di:
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Uso massiccio di pesticidi
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Perdita di habitat erbacei naturali
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Alterazione dei suoli per irrigazione e agricoltura intensiva
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Stato di conservazione
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IUCN Red List: Least Concern (LC)
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Non sono attivi programmi di conservazione specifici, se non nel contesto della lotta biologica o integrata
Curiosità
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Il passaggio da fase solitaria a gregaria è mediato da meccanismi neurochimici legati alla serotonina. Un singolo sciame può contenere miliardi di individui e coprire oltre 100 km². La Bibbia e molte tradizioni antiche menzionano sciami di locuste come eventi catastrofici È commestibile: in alcune culture è considerata una fonte proteica sostenibile. La Locusta migratoria è stata anche studiata per i suoi modelli di volo collettivo come ispirazione per i droni autonomi.
Autore: Roberto Vatore